Somalia, un’altra vittima di Radio Shabelle

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“Era la voce dei senza voce, a cominciare dagli sfollati, che serviva con il suo lavoro e il suo talento”: i giornalisti di ‘Radio Shabelle’ hanno reso omaggio con queste parole a Abdulaziz Mohamed Ali Hajji, il loro collega assassinato ieri sera. Il cronista e’ stato colpito a morte mentre si trovava in un bar, nel centro di Mogadiscio. A ucciderlo un commando di due persone, giunto a bordo di una motocicletta. Nato nel 1981, con ‘Radio Shabelle’ dal 2012, Ali Hajji e’ il tredicesimo giornalista dell’emittente assassinato nell’arco di pochi anni. L’omicidio si e’ verificato dopo l’annuncio del rinvio delle elezioni legislative, in origine in programma a partire da sabato scorso. La Somalia sta provando a risollevarsi dopo un conflitto civile durato oltre 20 anni. Sia nella regioni rurali del sud sia a Mogadiscio resta pero’ attivo Al Shabaab, gruppo islamista in lotta contro il governo e i peacekeeper dell’Unione Africana che lo sostengono.

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